lunedì, 11th Novembre 2019
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Una strada sbagliata, così non si può andare avanti

La Categoria degli Assistenti di Volo da alcune settimane è sottoposta ad una vera e propria “campagna” di contestazioni di addebito.

Come se non bastasse la già lunga lista di difficoltà e inefficienze, unitamente alle pessime notizie che giungono dal fronte della sussistenza economica aziendale tali da far tremare i polsi ad ogni persona dotata di buon senso, ecco che si profila all’orizzonte una nuova sciabolata, una nuova “cultura relazionale” che davvero appare immotivata.

Il clima già compromesso da ben altre questioni, è infatti incomprensibilmente appesantito in questi mesi da azioni aziendali tese a manifestare  una “attenzione” esasperata ed immotivata verso una popolazione che non mostra i muscoli ma al contrario partecipa con dedizione al tentativo di rilancio aziendale.

Qualora esistesse un osservatorio del contenzioso disciplinare in Alitalia, si potrebbe osservare una curiosa e certamente casuale costante, nelle azioni sopra descritte concomitanti con grandi avvenimenti o con momenti di particolare tensione sociale.

Nessuno vuole mettere in discussione la titolarità aziendale nel valutare il suo personale e soprattutto il doveroso rispetto delle norme e delle regole e comunque dai manuali di compagnia.

Quello che non va e che colpisce la sensibilità di tutti i Lavoratori e che certamente critichiamo, è quando la recrudescenza di un fenomeno sino a poco tempo fa condotto in una percentuale assolutamente normale, pare oggi colpire a 360° una Categoria che ha dato ampia dimostrazione del suo valore – riconosciuto dai vari Amministratori Delegati – per il rilancio aziendale, operando sacrifici sulla propria pelle ed i cui segni porteremo sempre con noi.

Parliamo di colleghi meravigliosi, di gente operosa e volenterosa di Lavoratori segnati dalla fatica vera, che hanno operato e operano da anni con difficoltà e spesso con strutture inadeguate facendosi carico di tutto e con turnazioni al limite del sostenibile ripetute nei mesi e negli anni.

Il fenomeno appare ancora più incomprensibile quando a fronte di giustificazioni ben poste e verificabili viene comunque comminata una sanzione forte che appare non omogenea ed equa.

Una valutazione che non dovrebbe sfuggire gli addetti ai lavori è che oggi la Categoria dei Naviganti di Cabina, salvo alcune centinai di colleghi entrati con il contenzioso e quelli di provenienza Airone, sono perlopiù ultra quarantenni e in moltissimi casi cinquantenni con alle spalle 30 anni di volo.

Non conosciamo le percentuali di contenzioso di altre Categorie, né certamente, saremmo lieti di apprendere se anche le altre fossero così pesantemente colpite dal contenzioso disciplinare.

Di certo, suona strano che si stia sostituendo al preventivo colloquio interno eventualmente richiesto per comprendere un fatto non chiaro, l’invio di una missiva – tanto per non sbagliare –  contenente spesso toni roboanti e forieri di pessime notizie e decisioni di merito, prima ancora di aver ascoltato il Lavoratore a sua difesa.

Parliamo con dati alla mano, avendo oggettivamente rilevato un incremento delle percentuali del contenzioso  disciplinare, segno che una decisione chiara è stata effettivamente intrapresa e noi come UGL TRASPORTO AEREO non condividiamo questo metodo che consegna disaffezione e allontanamento rischiando di annullare anni di lavoro e di faticoso reciproco avvicinamento.

Nessuno è esente dal rispetto delle regole, ma certamente chi ha deciso questa nuova stagione di relazioni, dovrebbe valutare attentamente l’opportunità del suo operato.

Come Organizzazione Sindacale faremo di tutto per fermare questa deriva. Per il momento impugniamo ogni singola contestazione attraverso le previsioni di legge.

Alle funzioni preposte inviamo la riflessione di voler ripensare questa politica del terrore e piuttosto ricercare e amplificare momenti di verifica e dibattito preventivo.

Gli Assistenti di Volo non meritano generiche etichette, ma prioritariamente sostegno, attenzione e comprensione anche laddove vi sia stata una eventuale scivolata, valutando quanto viene fatto negli anni, non potendo anche solo pensare di gestire una popolazione così vasta e “adulta” con bacchettate che appartengono ad altri tempi.

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