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Attività sindacale nei luoghi di lavoro

Il Centro Studi e Formazione UGL Trasporto Aereo, offre un approfondimento sul tema della libertà di propaganda sindacale nei luoghi di lavoro, come manifestazione della libertà di espressione del pensiero ex articolo 21 della Costituzione, con la formula per cui: “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il loro pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione.″

Come afferma l’articolo 11 della legge 300/70, ciascun lavoratore in azienda può manifestare il proprio pensiero, coinvolgere i propri colleghi in iniziative, portare a conoscenza degli stessi le proprie opinioni, prendere posizione aperta nei confronti del datore di lavoro o delle OO.SS. Tutto questo può avvenire con il dialogo, i comunicati scritti e i volantini; finalizzati ad interessare i lavoratori, ad orientarli a certe posizioni ideologiche proprie dell’Organizzazione sindacale di riferimento.
Il datore di lavoro in base anche all’articolo 20 del titolo III dello Statuto dei lavoratori(diritto di assemblea), deve consentire l’espletamento dell’attività sindacale.

Al fine di garantire l’attività propagandistica, sono necessari degli spazi, luoghi accessibili a tutti i lavoratori, e l’unico limite dell’attività sindacale è che i contenuti dei comunicati devono essere esclusivamente di carattere sindacale e di lavoro. In poche parole deve essere tutto lecito senza ledere la proprietà o i beni del datore di lavoro come ad esempio con l’affissione di cartelloni sui muri.

Importante è il diritto di assemblea come manifestazione della libertà di pensiero, infatti dopo aver dato un preavviso al datore di lavoro, il rifiuto non è ammesso anzi viene recepita come condotta antisindacale ex articolo 28 Statuto dei lavoratori.

L’assemblea può avvenire durante l’orario di lavoro, il limite è di dieci ore annue retribuite, l’oggetto deve riguardare materia di interesse sindacale e di lavoro, il locale deve essere idoneo in condizioni ambientali di sicurezza e fornito di un arredo adeguato tale da consentire lo svolgimento dei compiti propri dell’organizzazione sindacale. Il locale può essere anche esterno all’unità produttiva.

Devono considerarsi comportamenti antisindacali, quando il datore di lavoro si rifiuta di concedere locali per le RSA, o se disturba le riunioni in corso.
Oltre ai comunicati, al dialogo e alle assemblee altro strumento di libertà delle organizzazioni sindacali è il referendum: “un istituto di democrazia la cui finalità è quella di consentire una più larga e immediata partecipazione dei lavoratori alle problematiche sindacali.”

E’ d’obbligo da parte del datore di lavoro consentire lo svolgimento del referendum, il diritto di partecipare spetta a tutti i lavoratori della categoria interessata.

Il sindacato è per definizione una libera organizzazione di lavoratori e come tale ha tutti i diritti di svolgere la propria attività nei luoghi di lavoro e il datore di lavoro deve consentirla e rispettarla.

Valentina Cioffi

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