Home Categoria 1 I RISCHI NEL SETTORE DEL TRASPORTO AEREO: VIBRAZIONI AL CORPO INTERO

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Il Centro Studi e Formazione oggi parlerà di uno dei rischi per la salute ai lavoratori che operano in campo aeronautico e aeroportuale: le vibrazioni al corpo intero. Infatti l’esposizione continua a vibrazioni può portare alla cronicizzazione di dolori alla schiena, alla zona lombare e a ridotta mobilità.

Ma cosa sono le vibrazioni al corpo intero? Sono le vibrazioni a cui è sottoposto l’intero corpo durante l’uso di determinati mezzi che nel nostro settore sono ad esempio loader, nastri trasportatori, trattorini elettrici, scale etc. etc.

A tal proposito nel 2012 l’INAIL ha condotto uno studio negli scali di Fiumicino, Olbia e Ancona che ha incluso anche Vigili del Fuoco, piloti di elicotteri, piloti di aeromobili e assistenti di volo.

Per l’acquisizione dei dati è stato usato un accelerometro triassiale, uno strumento che misura le accelerazioni sui tre assi, che è stato applicato sui sedili dei mezzi testati. Nel caso di mezzi come scale, loader e simili è stato preso in considerazione che essi vengono utilizzati da più operatori nell’arco di una giornata. Non è stato quindi possibile calcolare un tempo medio di esposizione dei singoli lavoratori alle vibrazioni ma sono stati calcolati i “tempi di esposizione critici”, ovvero i tempi oltre il quale l’esposizione alle vibrazioni supera le soglie previste dalla legge e il datore di lavoro deve predisporre delle misure atte a ridurre al minimo l’esposizione al rischio.

Le vibrazioni sul corpo intero a bordo degli aeromobili sono molto soggette alle condizioni di volo ma ad ogni modo non costituiscono un rischio per voli di durata inferiore alle 20 ore.

Per quanto riguarda le attività aeroportuali lo studio ha rivelato che i mezzi più critici sono le scale passeggeri, i trattorini trainanti gruppi elettrogeni seguiti da loader e trattorini.

A quali riflessioni ci porta tutto questo? I rischi di esposizione non sono di per sé preoccupanti a patto che i datori di lavoro mettano in atto procedure che riducano l’esposizione a questi rischi.

Questo comprende svariate misure: una rotazione sui mezzi più gravosi, non superare i tempi di esposizione critici e il rispetto dei limiti di velocità che è responsabilità di chi conduce il mezzo.

Ultimo, ma di vitale importanza, che i mezzi siano sottoposti a regolare manutenzione soprattutto per quanto riguarda ammortizzatori e sedili di guida. Sulla manutenzione si apre un capitolo difficile: la liberalizzazione avvenuta senza regole, soprattutto sullo scalo di Fiumicino, ha fatto sì che il parco mezzi in tutto l’aeroporto sia “invecchiato” a causa della crisi che ha praticamente colpito tutti gli handlers presenti, determinando a sua volta disagi e pericoli maggiori per i lavoratori.

Esortiamo tutti a rispettare le norme di sicurezza basilari, in quanto sono i lavoratori in primis coloro che possono rappresentare un anello virtuoso nella catena della sicurezza che coinvolge tutti in prima persona.

Perché la sicurezza siamo noi.


Lisa Nardini

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