Le drammatiche evoluzioni della crisi Alitalia sono ormai sotto gli occhi di tutti.

Il risultato del referendum tra i lavoratori ha sancito, tra le altre cose la rinuncia, senza possibilità di appello, al finanziamento di 2 miliardi di euro da parte dei soci, che avrebbe consentito la ricapitalizzazione della società.

L’impossibilità di proseguire con la normale gestione aziendale ha reso necessaria la nomina del Governo, richiesta dal CDA aziendale, di tre Commissari, incaricati di amministrare l’azienda secondo le norme vigenti, e di trovare entro i termini di legge, soggetti interessati ad acquisire Alitalia.

Chiare responsabilità per questa drammatica evoluzione vanno attribuite al management.

Per questo motivo, le strutture di base richiedono che venga intrapresa un’azione di responsabilità nei confronti dell’Amministratore Delegato uscente.

Oggi siamo in una situazione estremamente fluida.

Ad Alitalia è stato erogato dallo Stato un prestito ponte di 600 milioni di euro, con il quale i Commissari dovranno cercare, mantenendo un equilibrio economico, di traghettare l’azienda tra le braccia del miglior offerente, auspicabilmente una Compagnia Aerea, che abbia intenzione di investire e rilanciare l’ex compagnia di bandiera.

La Scrivente si batterà affinché tale percorso garantisca che l’integrità aziendale venga mantenuta e che le lavoratrici ed i lavoratori vengano salvaguardati.

Mercoledì’ 10 maggio p.v. è stato convocato dai Commissari nominati un incontro con le Segreterie Nazionali delle Organizzazioni Sindacali.

In tale occasione, oltre ad ascoltare le evoluzioni che la situazione sta prendendo, ribadiremo con fermezza un concetto per noi imprescindibile: Alitalia rappresenta un assett fondamentale per l’economia del nostro Paese e per la sostenibilità dei relativi livelli occupazionali nell’intero settore del Trasporto Aereo.

Una Nazione come l’Italia, lo diciamo con chiarezza, non può e non deve permettere che un’azienda di tale importanza assuma una posizione di sudditanza e subalternità venendo relegata al ruolo di “navettaggio”, con conseguente perdita di voli di lungo raggio, a causa del nanismo industriale avallato da chi vuol favorire Ryanair ed altre Low Cost.

In totale franchezza e trasparenza non riteniamo giusto rassicurare in maniera populistica le lavoratrici e i lavoratori di Alitalia circa il loro futuro.

In egual modo non riteniamo che saranno sufficienti appelli ed ululati, a maggior ragione di soggetti che non hanno alcuna interlocuzione, a garantire la piena salvaguardia dell’occupazione.

Al contrario, siamo convinti che ci vorrà ben altro per preservare il perimetro aziendale ed ancora di più per non permettere che vengano persi numerosi posti di lavoro.

UGL Trasporto Aereo farà tutto il possibile per promuovere e sostenere un vero progetto di rilancio e per garantire così il lavoro di migliaia di persone.

Da molto tempo, ormai, chiediamo soluzioni di sistema che dovrebbero consentire la messa in atto di strategie volte a tutelare le aziende investitrici, e con esse e prima di esse i lavoratori.

Per questo motivo riteniamo non più rinviabile la costituzione di un “tavolo negoziale” che abbia come protagonisti i principali Dicasteri ministeriali e le Segreterie Nazionali delle Organizzazioni Sindacali, affinché reali soluzioni vedano la luce.

 

Vi terremo informati circa le evoluzioni della drammatica vertenza che ci vede coinvolti.

 

Segreteria RSA

UGL Trasporto Aereo