Conosciamo la criticità che in questi giorni ha portato la rottura tra oo.ss e aziende (AVIA e WFS) interessate al passaggio di un numero importante di lavoratori.
Lo sforzo e l’impegno profuso nel tempo che è stato impiegato nell’elaborare contratti e accordi tra oo.ss e aziende come ccnl e clausole sociali ha un unico scopo: il lavoro e la dignità del lavoratore. Lo scenario purtroppo che oggi si presenta sullo scalo di Linate è di tutt’altra origine. Abbiamo un azienda, AVIA partner che per propri interessi aziendali, (acquisizioni al ribasso di vettori) cerca di scaricare i costi dell’operazione British su quei lavoratori costretti al passaggio alla nuova società. Riduzioni stipendiali e una flessibilità oraria inaccettabile.
Condizioni che porterebbero i lavoratori ad una riduzione anche del quaranta % dell’attuale retribuzione. Sono state proposte varie ipotesi ad AVIA. Una società purtroppo risultata sorda, che ha sempre rigettato ogni proposta in funzione del proprio interesse speculativo.
Dopo queste analisi vogliamo spiegare con parole semplici la decisione di non partecipare in modo attivo a questo referendum: il primo punto molto importante è su cosa i lavoratori devo decidere se non c’è nessun accordo scritto?
Continuando, quali sono i lavoratori interessati al referendum se solo un numero limitato entrerà nella nuova società?
Questi due quesiti ci portano a rigettare un referendum anomalo nei modi e nei contenuti.
Siamo disponibili a partecipare a qualsiasi incontro con aziende e lavoratori, ma non siamo disponibile a prendere in giro i lavoratori, che in questo momento di difficoltà non hanno certo bisogno di palliativi necessari solo a far digerire proposte assurde.
Concludiamo dicendovi che abbiamo già attivato i nostri legali. Presto prenderemo altre iniziative, augurandoci che le aziende interessate ci ripensino e ritornino sui loro passi pur sapendo che i tempi son molto stretti.
Milano, 17/06/2016 Segreteria provinciale