BASTA PROMESSE. SCIOPERIAMO COMPATTI
Gentilissime colleghe e cari colleghi,
la difficile vertenza Alitalia è giunta al suo culmine.
L’azienda ha presentato il piano industriale a Governo e Organizzazioni sindacali. Un progetto senza futuro e, a nostro avviso, privo di qualsiasi valenza industriale, basato su assunti di contenimento costi difficilmente raggiungibili e che, ancora una volta, interviene pesantemente sulla riduzione degli organici e del costo del lavoro. Contestualmente a un rinnovo contrattuale che prevede condizioni normative inaccettabili e riduzione delle retribuzioni di circa il 30% per i naviganti.
Le organizzazioni sindacali, compatte, hanno rispedito le assurde richieste al mittente.
I dipendenti, dopo aver già vissuto due piani fallimentari culminati nelle crisi del 2008 e del 2014, hanno già pagato pesantemente in termini di espulsioni dall’azienda e di riduzione delle retribuzioni. Oltre a circa 30 milioni di euro “pagati” da piloti e assistenti di volo nel 2014. Sacrifici inutili, vanificati da un management che si è dimostrato, ancora una volta, inadeguato ed incapace di aumentare i ricavi e di riportare questa compagnia al livello di redditività che le compete.
In questo drammatico scenario l’azienda si ostina, incomprensibilmente, a riproporre le stesse richieste ad ogni incontro. Ma su queste basi non ci può essere alcuna trattativa. È nostra intenzione ricercare soluzioni gestibili A COSTO ZERO e non traumatiche per l’ottimizzazione degli organici. Siamo altresì disponibili a verificare eventuali misure alternative per migliorare, laddove possibile, una produttività che già riteniamo altissima se paragonata alle altre major europee. Ma non accetteremo aut aut.
Nostro malgrado e ben consapevoli dei disagi che creeremo alla nostra amata clientela, siamo costretti a promuovere una mobilitazione senza precedenti. Il giorno 5 aprile p.v. è stato proclamato dalle scriventi uno sciopero di 24 ore di tutti i dipendenti del gruppo Alitalia.
Abbiamo la necessità e l’occasione di dimostrare alle istituzioni, all’opinione pubblica, a questa azienda miope che i dipendenti hanno raggiunto il limite di sopportazione e non sono più disponibili a pagare errori altrui.
Gli azionisti dovranno rendersi conto che, se realmente intendono rilanciare l’Alitalia, dovranno necessariamente recuperare il rapporto con i loro dipendenti ed investire le risorse necessarie all’ ormai inevitabile riconfigurazione del modello di business. Ora.
I lavoratori stavolta non crederanno più alle promesse. Scioperiamo compatti il 5 aprile.
DIPARTIMENTO NAZIONALE PERSONALE NAVIGANTE
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