In data odierna (18 ottobre 2017) si è attivato il confronto sulla tematica rinnovo CIGS Alitalia; nei giorni scorsi Alitalia ha infatti avviato la procedura di legge (l’esame congiunto) per la concessione di un ulteriore periodo di CIGS pari a sei mesi, ovvero sino al 30 aprile 2018.
Ricordiamo che questo ammortizzatore sociale è regolato, in questo caso, oltre che dal decreto legislativo 148/2015 anche dalla legge 148/1993 che offre la facoltà alle grandi aziende in stato di insolvenza di potersi avvalere di CIGS per tutta la durata della gestione commissariale.
L’incontro odierno non ha consentito di entrare nel profondo di ogni singolo aspetto e di ogni singola area professionale ed abbiamo richiesto di implementare al massimo i momenti di confronto, riportando il confronto in azienda ove presumibilmente proseguirà nelle giornate di mercoledì 25 e giovedì 26 ottobre.
L’obiettivo è quello di scorporare ogni numero e dato che sono stati troppo genericamente illustrati e che assolutamente devono essere articolati ed illustrati con la massima precisione in ogni singolo settore; di seguito il macro dato riferibile all’entità del numero delle risorse FTE coinvolte dalla sospensione:
- 100 CPT;
- 90 1 UFF;
- 380 Assistenti di Volo
- 1230 Personale di Terra
Come UGL Trasporto Aereo abbiamo ribadito la necessità di conoscere nel dettaglio come peraltro previsto dalle norme vigenti, l’entità delle ottimizzazioni e del riequilibrio aziendale che si intende portare avanti, soprattutto alla luce dell’attività effettivamente svolta da Alitalia, delle rotte servite e degli sviluppi del Piano Industriale che ancora oggi non è dato conoscere e che quindi ci impedisce di poter valutare gli effetti della CIGS richiesti dall’azienda; da ultimo, riteniamo che nel complesso nessun ragionamento potrà avvenire senza conoscere con precisione riferimenti numerici come ad esempio il numero delle macchine di medio che effettivamente saranno messe a terra e quindi l’effettiva portata della produzione industriale.
E’ chiaro che sin da ora riteniamo questi numeri non sostenibili e che la nostra azione sarà chiaramente finalizzata alla loro riduzione e contenimento.
Riteniamo inoltre che lo sforzo che dovremo mettere in campo per dare valore a questi incontri, debba quindi essere finalizzato ad identificare soluzioni atte a raffreddare questi dati numerici e soprattutto a disegnare scenari futuri di recupero occupazionale anche attraverso percorsi di riqualificazione, senza lasciare nulla di intentato.
Roma, 18 ottobre 2017