Egr. Dott. Schisano,

Con la sua ultima mail spedita soltanto ieri sera, a termine del fallimento delle trattative con le OO.SS. riteniamo doveroso fare qualche considerazione che forse la sorprenderà.

La prima riflessione leggendo le sue poche righe è che, sebbene le parti rimangano distanti come dimostra il non raggiungimento di alcun accordo, e le susseguenti dichiarazioni di sciopero, la voce dei lavoratori indignati per i continui attacchi alla loro professionalità e alle loro conquiste, ha raggiunto già in parte il suo destinatario.

Il parziale dietrofront sulle concessioni di viaggio, è senza alcun dubbio la dimostrazione più palese, che la reazione del Sindacato era giusta ed inevitabile, e che dovrà proseguire anche nei prossimi giorni, fin quando riusciremo a far capire ai nostri interlocutori la validità delle ragioni che manifestiamo.

In qualche modo ci piace pensare, che possa essere una “magnifica sintesi” di tutto ciò che per settimane abbiamo cercato di spiegare e analizzare insieme, esercitando il massimo sforzo dialettico, per rappresentarVi lo stato d’animo delle categorie che rappresentiamo. Categorie esauste, demoralizzate, spesso anche umiliate da una politica orba, che innesta costantemente la sua azione al taglio, alla riduzione, in poche parole, alla costante ricerca di uno scontro con dei lavoratori, la cui professionalità è il vero fiore all’occhiello di questa Compagnia.

Non nascondiamo, e non ce ne voglia, che alcune parti della mail ci hanno strappato anche qualche sorriso. Come quando ad esempio viene affermato con un certo coraggio, che il dialogo, l’ascolto e la risoluzione delle criticità reali, rappresentano una priorità in Alitalia.

A questo capoverso, ne siamo certi, ogni lavoratore avrà tentato di fare mente locale, tentando qualsiasi esercizio mnemonico, nell’individuare nel corso degli ultimi 12 mesi, a quale fattispecie di criticità l’azienda avesse evidenziato la sua priorità nella soluzione.

Per carità, siamo certi che la memoria ci stia ingannando, ma i ricordi che affiorano in prima battuta nella nostra mente, dobbiamo ammetterlo, dimostrano esattamente l’opposto. Pensiamo a quando “siamo stati ascoltati” in merito ai licenziamenti, trovare una soluzione all’hotel di Tokyo o delle altre città che avevamo evidenziato, alle attenzioni gestionali, alla turnazione, ai posti di riposo, alle nuove divise, alle composizioni equipaggio, e infine per i CAF/CFS, la cui sospensione ci veniva comunicata proprio durante una riunione.

Ammetterà che è un metodo po’ stravagante di risolvere insieme le criticità, o forse siamo noi ormai incapaci di cogliere l’originalità di questo nuova tipologia di Relazioni Industriali.

E per dirla tutta, è esattamente questo il punto in questione. Le Relazioni Industriali, ovvero quella serie di regole previste anche dalle leggi, che regolano i rapporti tra impresa, sindacato e lavoratori. Regole che ci riconducono proprio alla Sua mail, il cui vero fine è chiaramente un altro, che non quello di riconsegnare pro tempore delle concessioni di viaggio ai naviganti. Il tentativo è quello di strappare al sindacato l’interlocuzione con i lavoratori, talvolta con sussulti di magnanimità, o con rigurgiti maldigeriti proprio di quel benefit che l’azienda aveva già fagocitato con vorace avidità. Più spesso con la protervia, l’arroganza, lo sprezzo delle regole.

Una sfida che di certo non auspicavamo, ma che siamo costretti a raccogliere ed affrontare con la dovuta serietà e attenzione che evidentemente merita.

Per il bene di tutti.

Roma, 22 luglio 2016

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