Alitalia: 9 si o, 9 no?

Più volte negli ultimi mesi abbiamo dovuto sollevare perplessità per come sono stati gestiti alcuni processi collegati alla Categoria degli Assistenti di Volo, tentando tuttavia con spirito costruttivo e propositivo, di proporre soluzioni sostenibili e perseguibili.

Siamo entrati nel merito della questione della “Prassi” ben richiamata dagli accordi intercorsi al ministero dei Trasporti nel luglio 2014 perché di interesse su diverse questioni afferenti gli AAVV e da ultimo per la questione composizione equipaggi.

Come noto, nell’ultimo mese Alitalia ha ripristinato il numero previsto da contratto per le macchine di lungo raggio e soprattutto per l’aeromobile A330 gli avvicendamenti sono stati programmati ad 8 elementi.

In questo caso, non ci interessa valutare il perché di questa scelta, crediamo che troppe siano le “variabili” interne all’azienda che si intersecano su questo tema e, secondo noi, nessuna di esse giustifica con adeguatezza, la decisione di eliminare il nono elemento.

Alitalia dovrebbe in realtà porsi qualche semplice domanda: con i nuovi servizi e con gli attuali carichi di lavoro, la qualità ricercata da Alitalia, può essere perseguita in 8?

Gli equipaggi quanto potranno reggere la fatica operazionale?

Secondo noi il 9 elemento è SEMPLICEMENTE indispensabile per l’adeguata gestione dei nuovi servizi e per consentire la coerenza professionale delle qualifiche presenti in equipaggio.

Purtroppo, in tipico stile alitaliano, anche questa vicenda sta rasentando il ridicolo e lo sfarzesco ed è ormai motivo di gossip e di divisione. Infatti a seconda del periodo dell’anno, delle necessità della pianificazione ed in generale in presenza di qualsiasi presunta difficoltà operativa, ecco che si interviene togliendo il nono elemento e con altrettanta semplicità ed immediatezza lo si riposiziona ad esigenza cessata. Negli ultimi tempi è accaduto più volte.

Non saremmo per nulla stupiti se a breve, si facesse nuovamente retromarcia e scoprissimo (sempre con piacere) un nuovo incremento.

Siamo certi che un qualsiasi osservatore esterno, avrebbe molte difficoltà nel comprendere il perché ed il percome di una simile fisarmonica ad invarianza di servizi e con i voli di lungo raggio praticamente e costantemente pieni.

Avrebbe, ne siamo sicuri, difficoltà ad elaborare il pensiero del managment, che di fatto incide, cosi facendo, sul livello della qualità, non ponendosi peraltro neanche minimamente, il problema del cliente interno che viene letteralmente sfruttato in termini di sostenibilità della prestazione.

Crediamo al contrario, che la composizione degli equipaggi sia un tema serio su cui si debba ragionare con logiche e velocità diverse dal passato.

Noi intendiamo affrontare sul serio questo problema ed abbiamo sollecitato e ribadito l’esigenza di entrare nel merito di questa tematica.

Roma, 4 gennaio 2016