AMS: trovato accordo su CIG in deroga in attesa di un aquirente

Ceccalupo (UGL.ta): la cig non sia come la vittoria di Pirro

 

Raggiunto accordo sottoscritto con la Regione Lazio che concede la cassa integrazione in deroga ai circa 240 lavoratori di Alitalia Maintenance Systems.

E’ un risultato eccellente per come si erano messe le cose – ci spiega Fabio Ceccalupo Ugl Trasporto Aereo – e che fino a qualche giorno fa pareva impossibile. Si tratta di ulteriori tre mesi di respiro per i lavoratori, frutto anche di un precedente accordo quadro con le OO.SS regionali e territoriali.

Questo importante traguardo è stato raggiunto grazie alla nostra caparbietà, unita alla disperazione. Oltre a ciò, si deve considerare che, prima di ricoprire un ruolo sindacale siamo lavoratori e dipendenti di questa eccellenza motoristica aeronautica. Tutto ciò ha dato la spinta giusta per convincere le istituzioni regionali e la curatela dell’alta tecnologia e del know how che stiamo per perdere. Tutto questo lavoro l’abbiamo fatto non solo per i lavoratori che rischiano seriamente di trovarsi senza impiego, ma anche per l’economia italiana, che non può permettersi di perdere l’eccellenza tecnologica finora rappresentata da AMS.

Finalmente la Regione ha risposto in maniera positiva ai tanti nostri appelli che da tempo stiamo lanciando, auspicando che ora si proceda insieme per arrivare ad un risultato pieno. Va comunque sottolineato l’impegno di alcuni consiglieri regionali che da tempo sostengono la nostra vicenda.

Il bando emesso per affittare AMS purtroppo è andato deserto lasciandoci perplessi, anche se dobbiamo riconoscere alla curatela l’enorme sforzo profuso rendendo l’azienda il più appetibile possibile per i probabili investitori.

La preoccupazione rimane comunque alta perché, nonostante la Regione Lazio e il MISE continuano a rassicurarci circa interessamenti concreti da parte di soggetti pronti a rilevare le attività di Alitalia Maintenance Systems, il fattore tempo non è dalla nostra, dato che si profila il prossimo recesso del contratto di servizio da parte di Alitalia.

Stiamo parlando della fornitura di motori che potrebbe girare ad altri competitors, se ciò avvenisse, sarebbe un duro colpo e rischierebbe di segnare la fine di ogni nostra speranza, tale eventualità va immediatamente evitata.

AMS è una realtà strategica per il paese e credo anche per Alitalia perchè ci sono altre aziende MRO (Maintenance, Repair and Overhaul) di questo genere in Italia. Altro fattore non trascurabile è la posizione, essendo Fiumicino il principale hub di questo Paese, che pur continuando a registrare aumenti vertiginosi di passeggeri e merci, subisce, tuttavia, una ingiustificata diminuzione di occupati, e .le vicissitudini di AMS ne sono l’esempio.

Questa azienda rappresenta l’ultima eccellenza tecnologica motoristica aeronautica. Un gioiello che, nel corso degli anni, ha formato tecnici di alto livello richiesti anche all’estero e dato opportunità a molti giovani ingegneri appena usciti dalle Università di fare esperienze dirette ed immediate con il mondo del lavoro, portando con orgoglio in tutto il Mondo le proprie rilevanti capacità tecnologiche e standard qualitativi e di sicurezza elevati. Mi lasci dire che non riesco a capire come una compagnia aerea quale Alitalia Sai, che aveva partecipazioni in AMS, che era parte integrante nella storica Alitalia LAI, non senta il bisogno di un comparto tecnico praticamente dentro casa.

Nel corso degli anni AMS non si è limitata al solo compito di eseguire manutenzioni, riparazioni e revisioni sui motori della flotta, ma ha anche fornito costantemente interventi on wings sempre puntuali e a costi inferiori rispetto ai competitors proprio perché risultava strategica e dotata di una logistica favorevole. Non si comprende, quindi, perché si è preferito delocalizzare l’attività cedendola all’estero con costi sicuramente più alti, solo se si considerano quelli doganali, per non parlare di quelli di trasporto, e stiamo parlando di motori e altri componenti delicatissimi e che pesano anche diverse tonnellate. Evidentemente le ragioni per cui AMS non interessa e sia stata fatta fallire recentemente, vanno ricercate altrove e non hanno una giustificazione economica, ma di altro tipo.

Ora è in arrivo altra spada di Damocle rappresentata da una deadline imposta da Alitalia, pronta al recedere dei contratti di servizio in essere già dalle prossime settimane, per cui, eventuali soggetti interessati a rilevare le attività devono farsi avanti subito.

Il MISE e la Regione continuino nel loro impegno sostenendo la ripresa delle attività facendo desistere Alitalia dall’intenzione di recedere dai contratti, anche per lasciare il lavoro in Italia. Noi, come sempre, faremo la nostra parte: i ripetuti sit in che abbiamo organizzato fino ad oggi hanno prodotto una attenzione mediatica tale che, la vertenza AMS è salita al livello nazionale. Questo grazie anche al sostegno di alcuni gruppi parlamentari che hanno ancora a cuore il made in Italy, e hanno capito che la dimensione del problema è nazionale, investendo il trasporto aereo legato a un importante hub come Fiumicino.

Già dai prossimi giorni, potremmo tornare in piazza per far sentire la nostra voce, affinché la deroga ottenuta non si riduca ad una vittoria di Pirro vanificando gli sforzi di tutti ma sia lo strumento utile per trovare una soluzione piena della vertenza, rilanciando le attività dell’azienda per salvaguardare tutti i 237 lavoratori, che vogliono ripartire e dimostrare ancora una volta di essere in grado di far volare in tutta sicurezza i passeggeri di una delle più importanti compagnie di trasporto aereo del Mondo.

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